ciclisti davanti Terùn

Terùn, una storia di successo, tra cibo e bici

2 Maggio 2018 2138 0 0

Cari amici di Bikenbike oggi vi parliamo di Terùn, una storia che ci ha davvero colpito. Terùn è un ristorante di cucina italiana nel cuore della Silicon Valley, a Palo Alto.

Il nome fa riferimento a quel “terrone” usato spesso con tono dispregiativo. E loro sono ripartiti proprio da lì: dall’orgoglio di essere italiani e meridionali. E di avercela fatta a costruire, con il duro lavoro, il loro sogno in California.

Qui i tre soci fondatori, lo chef Kristyan D’Angelo e i fratelli Franco e Maico Campilongo, hanno creato un progetto di successo. E se vi state chiedendo cosa c’entri un ristorante con la bicicletta, continuate a leggere.

Ciao ragazzi, benvenuti sul nostro blog e complimenti per Terùn! Raccontateci come nasce la vostra attività.

Ciao Matilde e grazie a te per l’intervista. Siamo tre soci fondatori del ristorante: Kristyan D’Angelo (chef) Franco e Maico Campilongo (i Fratelli).  E Giuseppe Errico, all’inizio manager per Terun e adesso socio fondatore del nostro secondo ristorante, iTalico. Terùn è nato dalla voglia di metterci in gioco, con motivazioni e spinte differenti. Franco si è innamorato della California e ha deciso di iniziare qui una nuova vita. Kristyan voleva un posto dove poter preparare la migliore pizza della California. Maico, nonostante un lavoro a tempo indeterminato in una grossa società del Trentino, era pessimista sulle  prospettive in Italia e quindi desideroso di cambiare in meglio.

soci fondatori di Terùn

Franco, Maico e Kristyan

Che tipo di background avevate alle spalle?

Franco, classe 1978 nato a Maratea ma cresciuto a Scalea, da studente durante l’estate lavorava nei ristoranti e nei bar della sua cittadina. Dopo il  diploma  al liceo scientifico  di Scalea, ha studiato economia e gestione di servizi turistici. Desideroso di migliorare il suo inglese, nel 2002 raggiunge un amico che aveva aperto un ristorante vicino San Francisco, in California. Inizia così a lavorare come aiuto cameriere e poi in un altro ristorante impara la gestione operativa. Così nasce il sogno di aprire un proprio ristorante insieme al fratello Maico e all’amico Kristyan.

Maico, 45 anni, ha studiato economia e commercio e fatto diversi lavori. Senza rinunicare alle sue molteplici passioni: parapendio, musica, politica. Ha deciso di trasferirsi in California dopo esserci stato in vacanza. L’energia respirata lì, gli ha dato il coraggio di mollare il lavoro che aveva a Trento come informatore di servizi bancari e ricominciare daccapo. Barista, lavapiatti, aiuto cameriere, cameriere, Assistant manager. E adesso proprietario di Terùn.

Kristyan, 45 anni, ha vissuto a Ginosa, in provincia di Taranto, fino a sedici anni. Poi la famiglia per problemi economici si è trasferita ad Asti. Qui la madre ha aperto un ristorante e il padre una pompa di benzina con autolavaggio. Aiutava entrambi: la mattina alla pompa di benzina e la sera al ristorante. Chiuso il ristorante della mamma, Kristyan decise di andare a lavorare con un amico per imparare a fare la pizza. Anche lui, viaggiando in California per le vacanze, se ne è innamorato. Tanto da maturare l’idea di aprire oltre Oceano una pizzeria. Arrivato in California nel 2002, ha fatto i lavori più svariati: cuoco, chef, pulizia del ristorante,  cameriere. Poi ha conosciuto i fratelli Campilongo e hanno deciso di unire le proprie idee e sogni. i miei attuali soci. Fino a dar vita a Terùn.

Giuseppe,classe 1985, di Diamante (Calabria) un fisico forte e una passione per il ciclismo. Prima la mtb in Calabria e poi la bici da strada. Sostenuto dalla famiglia passa infatti dalla mountain bike alla bici da strada e finisce a Monsummano Terme, in provincia di Pistoia, con l’Associazione Monsummanese Ciclistica. Giuseppe è forte e spicca nello sprint. “Poteva essere il nuovo Cipollini” diceva il suo allenatore Salvatore Mazzei. Ma il suo sogno di diventare un campione di ciclismo, svanisce. Decide allora di seguire i cugini in California. Qui diventa manager di Terùn e ricomincia a pedalare in posti bellissimi come le montagne di Santa Cruz, la catena montuosa a ridosso della Bay Area.

il ristorante Terùn

L’ingresso di Terùn a Palo Alto

Quando e come nasce Terùn? Quanto è stato difficile iniziare un’attività all’estero?

Il primo scoglio da superare è stato sicuramente la buona conoscenza della lingua inglese. Sapersi organizzare e adattarsi a tutto. Ovviamente bisogna lavorare duro ma se hai voglia di lavorare l’obiettivo è raggiungibile. La nascita di Terùn non è stata semplice. Gli amici sono stati fondamentali per l’investimento iniziale. Si sono fidati di noi e hanno contribuito alla realizzazione del nostro progetto. Ma tuttora sia che Terùn che iTalico sono a tutti gli effetti da considerarsi delle Startup.

Sappiamo che Terun è diventato non solo meta per chi cerca cibo italiano di ottima qualità ma anche un punto di incontro per cicloamatori. Ci raccontate qualcosa in più?

Franco e Giuseppe hanno da sempre una passione per la bicicletta. Maico ci è arrivato dopo. Ci piace molto questo connubio di  salute-sport-cibo. E’ per noi un sogno poter conciliare l’amore per la bicicletta con il nostro lavoro quotidiano al ristorante.

La connessione con la bici è stata casuale o pensavate fin dall’inizio di diventare un punto di ritrovo anche per i ciclisti?

Al Terùn vengono spesso a visitarci professionisti ed ex professionisti delle due ruote, donne e uomini che hanno fatto di questo sport la loro passione, il loro stile di vita. L’elenco sarebbe lunghissimo. Personaggi come il famoso ex ciclista, scrittore e commentatore Bob Roll, detto Bobke. Eì diventato ormai un nostro grande amico. E poi Lance Armstrong, che ha passato una sera da noi. A Terùn oltre a mangiare bene, si pedala anche molto, dicono. Armstrong ci ha promesso che qualche volta si unirà a noi nell’ormai famoso “Terùn Ride”, una pedalata in compagnia. Partecipano per lo più persone che vanno abbastanza forte in bici. Consiste nel ritrovarsi la mattina al Terùn, quando il ristorante è ancora chiuso al pubblico, prendere un espresso e partire insieme all’avventura.

Quale pensate sia il fattore che ha determinato e determina il vostro successo?

Lavoro di squadra, senza dubbio. Esattamente come nel ciclismo dove i campioni possono fare la differenza in una salita, su uno sprint , ma se vuoi vincere la gara , il giro o il tour, devi lavorare insieme. Franco fa quadrare i conti; Kristyan si assicura che il cibo sia cucinato sempre nella maniera migliore; Giuseppe si occupa del personale e di eventi privati; Maico è in sala e si dedica al customer service.

Segnaletica per bici sulle strade della California

“Share the road”

Sappiamo della vostra connessione con la squadra ciclistica di San Francisco, ci dite qualcosa in più a riguardo?

Quando Franco e Giuseppe ricominciano a pedalare, vanno al Noon Ride dove incontrano i più forti cicloamatori e qualche professionista. E’ una pedalata in cui ci si da battaglia per le strade della Silicon Valley. E’ lì che conoscono un ragazzo inglese, Alex Palmer, uno che corre forte. Alex li chiama a far parte della Squadra di San Francisco. E col tempo, grazie al successo del ristorante, Terùn diventa non solo sponsor ma anche il nome della squadra. Ora è nata anche la squadra italiana di Terùn Scalea Italia.

A proposito di Scalea,  a Giugno si terrà la prima GranfondoTerùn. Ci raccontate qualcosa in più?

Terùn e’ diventato uno dei più importanti punti di riferimento per ciclisti della Silicon Valley. In tanti, colpiti dalle foto che condividiamo sui social. ci continuavano a chiedere di venire in Calabria per pedalare nella nostra bella riviera di cedri e nel Cilento. Così ne parliamo con alcuni amici di Scalea e nasce l’idea di sintetizzare il tutto in una Granfondo.

Che rapporto avete invece con il cicloturismo? Un approccio cioè meno sportivo alla bici e più votato alla scoperta del territorio, sviluppato anche in tour di più giorni?

Nella nostra idea imprenditoriale la parte competitiva e il cicloturismo vanno di pari passo. Questo è il primo tassello di un mosaico che è un disegno ben più grande. L’ obiettivo è far crescere la GranfondoTerùn ai livelli delle più famose gran fondo in Italia. Ma desideriamo conciliare, nei giorni precedenti l’evento, tour alla scoperta del territorio. Già in questa prima edizione, dal 10 al 17 giugno, verranno organizzate uscite in bici alla scoperta dei borghi del territorio intorno a Scalea.

Ci raccontate della California in bici? Sappiamo che è una terra molto adatta per ci ama pedalare, sia nel quotidiano che per turismo.

Siamo nella patria di Gery Fisher, considerato uno degli inventori della moderna mountain-bike. Sia la pratica del fuoristrada, Mountainbike appunto, che la bicicletta da strada, in questa parte del globo vengono favorite da una presenza di tracciati in montagna incredibili e tenuti in ordine dai privati e dai rangers. Invece le strade sono quasi sempre dotate di una linea dedicata alle biciclettem la cosiddetta bike line. Aiutano tantissimo a decongestionare il traffico e stimolano le persone ad usare la bicicletta per andare al lavoro. Dal 2010 ad oggi stiamo assistendo ad un aumento esponenziale di ciclisti sulle strade della California.

Il ponte di San Francisco

San Francisco

Il mondo della bici sembra raccogliere interesse crescente da parte delle nuove generazioni e delle amministrazioni, sia a livello locale che più in alto. Pensi sia vero amore o una moda passeggera? In generale, che futuro vedi per la ciclabilità in Italia?

Sicuramente a livello globale c’ è sempre molto più interesse da parte di tutti verso la bicicletta, che resta un mezzo di trasporto e un modo per fare attività fisica e la maniera migliore per visitare luoghi. Per visitare il mondo in macchina sì è troppo veloci e a piedi si è troppo lenti. La bici ci fa andare alla velocità giusta. Riteniamo il cicloturismo anche una possibilità concreta per creare economia. Restano sempre gli scettici ma, dalla nostra piccola esperienza, crediamo che le amministrazioni locali sappiano bene che la bici rappresenta il futuro nella mobilità. In Italia che è patria della bici a livello mondiale, resta ancora molto da fare. Soprattutto per quanto riguarda le infrastrutture. Ci vuole la volontà da parte di chi governa ma anche da parte dei cittadini. Chi usa l’auto deve imparare a rispettare chi si muove con un mezzo diverso.

Avete mai organizzato un cicloviaggio o avete in mente di farlo?

Non abbiamo ancora organizzato nulla del genere ma è in programma un giro della Calabria. Una circumnavigazione della Calabria partendo dal Golfo di Policastro, in Campania, per noi uno dei posti più belli al mondo. Da lì andare verso sud a Reggio Calabria e poi risalire sulla costa ionica fino ad arrivare a Metaponto. Poi attraversare l’Appennino calabro-lucano e rientrare sulla costa tirrenica. Viaggio possibile in una diecina di giorni, percorrendo più di 800 km e visitando luoghi stupendi.

il Golfo di Policastro

il Golfo di Policastro

Cosa vorreste dire a chi non ha mai pedalato?

Di cominciare piano piano, come un bambino che comincia a camminare. La bici aiuta a mantenersi in forma e felici. Non c’è eta’ per pedalare: in bici rallenti il tempo e osservi il mondo intorno con altri occhi.

Quale parola associate immediatamente  alla bicicletta?

Libertà.

 

 

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Categories: Un Mondo in Bici
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Redazione Bikenbike

Gli articoli del nostro blog sono pensati e scritti da Matilde Atorino, CEO e founder di Bikenbike srl e grande appassionata di cicloturismo.

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