MICHELE BOSCHETTI DI MISS GRAPE

Miss Grape, bikepacking made in Italy

10 Aprile 2018 1272 0 0

Miss Grape è senza dubbio uno dei marchi più amati per il bikepacking. Resistenza, praticità e stile per chi ama le avventure in bicicletta.

Oggi abbiamo intervistato per voi Michele Boschetti, founder di Miss Grape. Gli abbiamo chiesto come è nata la sua azienda e, ovviamente, di raccontarci la sua passione per la bici.

Ciao Michele e grazie per questa intervista dedicata a Miss Grape. Innanzitutto raccontaci chi sei e come nasce la tua passione per la bici.

Ciao e grazie a voi per avermi contattato. Sono Veneto, ho 48 anni e qualche anno fa mi sono messo in mente di fare borse da bikepacking. La mia passione per la bici nasce dal desiderio di andare in montagna a scalare partendo da casa con mezzi propri. Malgrado la passione per le due ruote che è in me da sempre, non sono propriamente un ciclista. Semmai mi piace definirmi un ex alpinista.

Quando e come nasce il progetto Miss Grape di bikepacking?

Conobbi il bikepacking nel 2005 grazie all’amico Marco Costa, uno dei tre soci della prima parte del progetto Miss Grape. Lui è stato un precursore di questo modo di caricare la bici. In quegli anni erano pochissime le aziende che producevano borse. Erano difficili da trovarle e spesso si dovevano importare dagli Usa con costi molto elevati. Ricordo che le prime borse che provai ebbero delle rotture. Cosi, dopo un po di anni, decisi di provare a farle fatte in casa. Nel 2012 nacque l’idea di Miss Grape. Lo scopo era quello di ricercare soluzioni e materiali più resistenti di quelli che si trovavano in commercio. Ci vollero due anni di ricerca e nel 2014, trovato ciò che stavo cercando, iniziai la produzione. Son passati solo sei anni ma sembra una vita.

IL LOGO DI MISS GRAPE

Come avviene il processo creativo e la produzione? Come si compone il team di Miss Grape?

Miss Grape è composto da un gruppo di persone. C’è mia moglie che segue la parte contabile. Luca Zordan che segue tutto quello che riguarda la parte informatica e gestionale. L’avvocato Paolo Spagnolo che si occupa di tutta la parte legale e contrattualistica. C’è il mio fornitore che produce e mi aiuta nello sviluppo dei prototipi. Ha una esperienza di oltre 45 anni nella produzione di borse e attrezzature sportive. Poi c’è l’esperienza di una serie innumerevole di amici che mi aiutano con preziosi consigli pratici. E’ davero un fattore importantissimo poter contare sulla loro esperienza di instancabili viaggiatori. E poi ci sono io, che mi occupo di tutto il resto.

Quali sono i principali canali di vendita e il mercato che più apprezza il tuo prodotto dedicato al bikepacking?

L’italia è il mercato attualmente più importante. Poi c’è l’Inghilterra, la Francia e la Spagna. Questi sono i paesi dove Miss Grape è più presente. Per quanto riguarda la vendita, il mio è senza dubbio un prodotto che viene maggiormente apprezzato in negozio. Il cliente lo vede, lo tocca con mano e ne apprezza la qualità.

Qual è il prodotto che riscontra maggiore successo, che va a ruba?

Il più venduto è sicuramente il cluster, la borsa sotto sella. Per chi viaggia in bici, anche solo per una giornata, è un modo davvero comodo per portare con se un cambio e altri oggetti utili.

Sapresti descrivere il tuo cliente tipo?

Non saprei identificare un cliente tipo. Il bikepacking è all’anno zero e quindi la clientela è ancora estremamente varia. Sicuramente incontro spesso bikepackers esigenti e concreti, che cercano e apprezzano i dettagli.

Qual è il segno distintivo delle borse Miss Grape?

Sicuramente la resistenza dei tessuti che utilizzo e l’attenzione per i dettagli. Ogni borsa che faccio ha delle caratteristiche che la rende in qualche modo unica.

BIKEPACKING E CAMPEGGIO

BIKEPACKING E CAMPEGGIO, IL MASSIMO DELLA LIBERTA’ PER CHI VIAGGIA IN BICI

Come vivi oggi la tua passione per la bici? Riesci a conciliarla con i mille impegni lavorativi?

Quando ero giovane sognavo di diventare guida alpina. Un mio amico che faceva la guida mi chiese “Ma a te piace arrampicare?”. Ovviamente risposi di si e lui mi disse “Se fai la guida smetti di arrampicare e se fai il maestro di sci smetti di sciare”. Ora lavoro nel mondo della bici e ho capito cosa intendeva quel mio amico. Quindi la risposta è no, non riesco a conciliare lavoro con passione. Per ora pedalo molto poco, decisamente troppo poco. Ma mi rifarò!

Ci racconti brevemente del tuo cicloviaggio preferito o di quello che desideri fare ma che ancora devi realizzare?

In generale credo che il miglior viaggio è sicuramente quello che si deve ancora fare. Miss Grape mi prende decisamente molto tempo e quando sono libero preferisco restare con mia moglie e con mia figlia Viola. Il “viaggio” ideale? Quello che preferisco è il classico e semplice fine settimana lungo. Viaggiare in autonomia, dormire fuori, scoprire posti incredibili. Ce ne sono tanti nascosti in zone che pensiamo di conoscere e spesso non è così. Ecco, mi piace cercare quelle meraviglie.

Il mondo della bici sembra raccogliere interesse crescente da parte delle nuove generazioni e delle amministrazioni, sia a livello locale che più in alto. Pensi sia vero amore o una moda passeggera? In generale, che futuro vedi per la ciclabilità in Italia?

Io credo che la bicicletta sarà parte integrante della mobilità del futuro. C’è però da fare una distinzione fra la bici intesa come mobilità urbana e la bici intesa come sport/passione. Sono due mondi che a volte nemmeno si toccano. Conosco ciclisti che vanno a lavorare in macchina anche se lavorano a 5 km da casa e conosco persone che fanno 5.000 km all’anno in bici per andare a lavorare ma non si sognerebbero mai di fare una vacanza in bicicltta. Io non sono un esperto di mobilità urbana quindi non mi sento di esprimere pareri. Però so che nel nostro paese la passione per la bicicletta è una passione intensa e forte. Quindi credo che in futuro aumenterà l’utilizzo della bici. Anche perché, ammettiamolo, viviamo in un paese che sembra fatto per essere pedalato.

MISS GRAPE BIKEPACKING

BIKEPACKING E GRAVEL, UN BINOMIO VINCENTE

Per quanto riguarda il cicloturismo, come pensi si possa avvicinare a questa modalità di viaggio le persone?

Provando. Viaggiare in bici è molto più semplice di quanto si possa immaginare. Abbiamo bisogno di poche cose per vivere, non serve portarsi dietro mezzo guardaroba. La velocità di una bici è ideale per visitare posti nuovi perchè non è ne troppo veloce ne troppo lenta quindi ti permette di assaporare al meglio i luoghi che si visitano. Ora è facile trovare ciclabili, tracce, trail o percorsi adatti al cicloturismo. Pensiamo che in Italia ospitiamo il BAM è il raduno di cicloavventurieri più importante del mondo e il Tuscany Trail il Trail con il maggior numero di iscritti al mondo. Quest’anno si superano le 700 persone.

Cosa pensi della nostra piattaforma Bikenbike? Credi che un canale che connetta domanda e offerta di tour e viaggi in bici possa essere utile per il settore del cicloturismo?

Assolutamente si. Spesso la cosa che manca è l’informazione, il messaggio che arriva direttamente all’utente. C’è fame di informazioni, c’è voglia di sapere. Quindi canali come Bikenbike hanno un ruolo molto importante nel creare un certo tipo di cultura ciclistica e connettere domanda e offerta.

Cosa ti senti di dire a chi non ha mai pedalato?

Di provare. É facile, divertente, salutare e non ha particolari controindicazioni. La prima volta un pò di male al sedere è normale, ma poi passa e torna il sorriso.

Quale pensiero o parola associ alla bicicletta?

Mia moglie un giorno mi ha raccontato una aneddoto bellissimo. Mi ha detto che la sua professoressa del liceo un giorno le disse che lei andava in bicicletta perché il vento in faccia le metteva in ordine le idee. Anche io, se penso alla bici, penso all’aria in faccia. L’aria che ti fa pedalare e sentire vivo.

 

Tags: avventura, bike, bikepacking, cicloturismo, gravel, miss grape, mtb, outdoor, trail, tuscany trail, viaggi Categories: Un Mondo in Bici
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Redazione Bikenbike

Gli articoli del nostro blog sono pensati e scritti da Matilde Atorino, CEO e founder di Bikenbike srl e grande appassionata di cicloturismo.

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