bikepacking a tenuta stagna

Rusjan Bag, il bikepacking a tenuta stagna.

4 Gennaio 2018 2084 0 0

Cari amici di Bikenbike, dopo una breve pausa natalizia, torniamo a raccontarvi il mondo della bici attraverso un’intervista a Lucy Rusjan, creatrice del marchio RusjanBag dedicato al bikepacking. Per chi segue il nostro blog, il nome non risulterà nuovo. Vi avevamo parlato di lei nell’articolo dedicato al bikepacking.

Oggi però vogliamo conoscere meglio Lucy, la sua storia e i suoi prodotti per il bikepacking.

Ciao Lucy e grazie per questa intervista. Innanzitutto raccontaci chi sei e come nasce la tua passione per la bici.

Gli amici mi chiamano LU. Sono nata nella federazione jugoslava e cresciuta sul un confine italo- sloveno. Varcare quella linea per andare a scuola; fermarsi al check-point per esibire il documento; il bilinguismo: non cose da poco per una bambina.

In paese c’era una grande conceria, la fabbrica delle scarpe, dove lavoravano il nonno, alcune zie e mia madre. In casa avevamo tantissimi oggetti per la produzione artigianale. La macchina da cucire di nonno Jožef, grandi pezze di tela cerata, pelli, forme in legno di scarpe, coltelli, rasoi, forbici enormi.

Così, sin da ragazzina, sono stata attratta dall’idea di progettare e creare qualcosa con le mie mani, passione che nel tempo, si è trasformata nel mio lavoro. Sicuramente come designer, ho potuto esplorare e vivere la dimensione creativa, di ricerca, di realizzazione. Dopo anni di lavoro, ho imparato a fidarmi delle mie sensazioni, del mio istinto. Desideravo una vita semplice a stretto contatto con la natura. Volevo viaggiare, a piedi o in bici. Per me la bici non e’ una passione, è solo un mezzo per andare.

il laboratorio di Lucy Rusjan

LUCY ALL’OPERA NEL SUO LABORATORIO

Quando e come nasce il progetto “Rusjan Bag” di bikepacking?

Percorrendo la vita a piedi o in bici, avevo bisogno di uno zaino impermeabile. Ho iniziato, per necessità e con la stessa passione di sempre, a progettarlo sperimentando materiali e raccogliendo i pareri di alcuni biker.

In un primo momento la designer che è in me stava prendendo il sopravvento, valutando progetti complessi e altamente tecnologici. Stavo commettendo l’errore di iniziare a competere con le aziende e i trend in voga , con il marketing e con la produzione industriale. Poi mi sono ricordata che avevo semplicemente bisogno di uno zaino con 4 caratteristiche fondamentali: semplicità di costruzione, impermeabilità, ergonomia, stabilità. Dopo mesi di ricerca e sperimentazione, è nato il mio zaino. E poco dopo un altro e poi un altro, e un altro ancora. La mia casa stava diventando come casa di nonna. Un giorno venne un’amico ciclista con una borsa da bikepacking. Mi chiese se fossi in grado di a fare una cosa simile ma impermeabile, più robusta e con un migliore sistema di fissaggio alla bici. Accettai la sfida. Era il maggio del 2015. Realizzai la mia prima sottosella a tenuta stagna.

Sappiamo del tuo approccio “da garage” sinonimo di attenzione e altissima conoscenza del prodotto che intendi realizzare. Ma lavori da sola o hai dei collaboratori?

Lavoro da sola. I veri collaboratori sono i clienti stessi, con i quali ho una comunicazione diretta. Ascolto le loro esigenze, scambiamo idee ed esperienze. I confronti sono sempre costruttivi.

Quali sono i principali canali di vendita  e il mercato che più apprezza il tuo prodotto dedicato al bikepacking?

Paradossalmente non seguo molto la parte  promozionale, lascio che siano i clienti a trovarmi. Ho poco tempo da dedicare al marketing. Ma soprattutto è un approccio in linea con la mia filosofia di vita. Lasciare che le cose accadano, semplicemente.

IL BIKEPACKING DI RUSJANBAG

IL BIKEPACKING DI RUSJANBAG

Come avviene il processo creativo e produttivo che porta alla realizzazione delle tue borse?

Di base una borsa nasce con lo scopo di risolvere una necessità e come dicevo prima, ci sono dei pre-requisiti che ritengo importanti se non indispensaibili per il bikepacking. E sono impermeabilità, resistenza, affidabilità e non ultimo un buon design. Poi segue una parte di ricerca, di approfondimento, di realizzazione di prototipi. Non mancano le intuizioni: come per tutti i lavori  creativi, è fondamentale tenere viva la curiosità. Lasciarsi sorprendere dalle proprie soluzioni ma nello stesso tempo sfidarsi a cercarne altre. Sempre.

Qual è il prodotto che riscontrano maggiore successo, che va “a ruba”?

La Saddle bag (borsa sottosella) e le borse da telaio. Credo di essere ancora l’unica a farle stagne e su misura.

Sapresti descrivere il tuo cliente tipo?

Per me sono tutti i miei “clienti tipo” perché con ciascuno di loro ho intessuto un modo di lavorare che non si basava semplicemente sulla “vendita” di un manufatto. Con tantissimi è stata empatia. Condividere  in primis il motivo per cui  il manufatto nasceva, un viaggio estremo, la sfida della vita o semplicemente un week end fuori porta.

Qual è il segno distintivo della tua produzione? Cosa ti distingue da altri marchi dedicati al Bike Packing?

La voglia di unicita’. Seguire solo le mie sensazioni e non un businnes plan, scegliere il dubbio. Scegliere strade misteriose e per questo interessanti. Mettermi in discussione. Reinventarmi. Non avrere sensi di colpa, accettare piccole sfide e trasformale in qualche cosa di positivo. Cercare solo salite e non discese, solo per curiosita’. Questo crea difficolta’e ha un prezzo da pagare.

Credi che le tue borse così altamente “customerizzate” possano diventare mainstream o credi e vuoi che restino un prodotto di nicchia?

Probabilmente per rispondere alla domanda è più semplice dire cosa non voglio. Non mi interessa fare un lavoro seriale, anonimo, impersonale.  Credo che chiunque abbia diritto a ritagliarsi  la vita come la desidera, nel modo che meglio lo rappresenti.

Borsa sottosella di RusjanBag a tenuta stagna

SADDLE BAG, BORSA SOTTOSELLA

Come vivi oggi la tua passione per la bici? Riesci a conciliarla con i mille impegni lavorativi?

La bici riesce nello stesso tempo a scaricarmi e ricaricarmi. Perciò appena posso , mi ritaglio dei giorni da passare in giro, meglio se in compagnia dei miei cani Emma e Robin. Sto mettendo a punto un modo più semplice per viaggiare con loro, anche se richiede un pò più di organizzazione e pazienza.

Avrai sicuramente viaggiato tante volte in bici. Ci racconti brevemente del tuo cicloviaggio preferito o di quello che desideri fare ma che ancora devi realizzare ?

Sicuramente quello preferito , è quello che devo ancora fare. Anche se vivo con passione il mio presente, mi piace farmi cullare dall’ipotesi del prossimo viaggio, cercando immagini, luoghi e destinazioni. Tra i miei sogni sicuramente le  Isole Faroe, la Scozia ma anche tanti paesaggi italiani o balcani,  seguendo la mia passione per l’arte.

Il mondo della bici sembra raccogliere interesse crescente da parte delle nuove generazioni e delle amministrazioni, sia a livello locale che più in alto. Pensi sia vero amore o una moda passeggera? In generale, che futuro vedi per la ciclabilità in Italia?

Nelle nuove generazioni vedo e sento passione, energia positiva, coraggio, impegno, dedizione, gioco, ironia. Amministrazioni e ciclabilita’ in Italia? No comment.

Per quanto riguarda il cicloturismo come pensi si possa avvicinare a questa modalità di viaggio le persone?

Risolvendo il problema della sicurezza stradale. Pensiamo alle famiglie con bambini.

Cosa ti senti di dire a chi non ha mai pedalato?

Di cominciare. La sensazione sarà  come se non avesse mai fatto altro.

Quale pensiero o parola associ immediatamente se pensi alla bicicletta?

La ruota, l’invenzione piu’ rivoluzionaria della storia della dell’umanita’

 

Tags: adventure, bikepacking, biketourism, borse bici, borse impermeabili, cicloturismo, mtb, outdoor, rusjanbag, viaggi in bici Categories: Un Mondo in Bici
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Redazione Bikenbike

Gli articoli del nostro blog sono pensati e scritti da Matilde Atorino, CEO e founder di Bikenbike srl e grande appassionata di cicloturismo.

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