Michele Pigozzi sulla sua gravel

Cicli Pigozzi, bici destinate a durare nel tempo.

19 Dicembre 2017 1371 0 0

Cari cicloamatori, oggi vi raccontiamo la storia di Michele e della sua creatura ovvero Cicli Pigozzi. Lo abbiamo incontrato al BAM nel mese di Maggio.

Nonostante la pioggia e il tempo grigio, i telai di Pigozzi richiamavano continuamente la nostra attenzione.

Ciao Michele e benvenuto nel nostro Blog! Innanzitutto raccontaci chi sei e come nasce la tua passione per la bici.

Credo di essere nato con i piedi sui pedali e le mani sporche di grasso. Dal 1983 infatti ho avuto tredici biciclette. Le ho bucate, rotte, smontate, oliate, aggiustate, modificate. Ma soprattutto le ho pedalate!
Quando ero poco più alto di una ruota, il sabato mattina mio padre mi portava da Alfredo, nella mitica bottega Nicoletti di Verona. Qui dal 1909 si costruivano e si riparavano biciclette. Oggi quella stessa bottega espone in vetrina telai con il mio marchio. Questo mi rende davvero felice. Ho cominciato a correre in bicicletta in seconda superiore e non ho più smesso. Sono caduto diverse volte e di tanto in tanto ho vinto pure qualche medaglia. Poi per alcuni anni la bicicletta è diventata solo un mezzo di trasporto per andare all’Università. Ricordo che la legavo con robusti lucchetti fuori dalla stazione, nella speranza di ritrovarla al suo posto al ritorno. Mi sono laureato ma la mia passione per il lavoro manuale mi ha portato a dedicarmi in un primo momento alla falegnameria. Ma presto ho capito che mobili e suppellettili non costituivano il mio habitat naturale.

la bottega dI Cicli Pigozzi

MICHELE DAVANTI ALLA SUA BOTTEGA

Alla ricerca di quell’emozione che fa di un lavoro, il lavoro che ami, ho riscoperto la mia passione per le due ruote.Così sono tornato alla bottega Nicoletti e lì ho iniziato ad imparare il mestiere e i suoi segreti.
Oggi uso una bicicletta per ogni esigenza. A scatto fisso per correre su pista. Da corsa per sfruttare le poche piste ciclabili della mia città. Una mountain bike quando ho voglia di sporcarmi di fango. Una randonneur quando sento il bisogno di sfidare ancora una volta i miei limiti. Una bici da passeggio con un seggiolino per far scoprire il mondo a mia figlia.
Per me la bicicletta non è solo un mezzo di trasporto. E’ davvero un modo di vivere.

Il logo di Cicli Pigozzi

IL LOGO DI CICLI PIGOZZI

Come e quando nasce il progetto Cicli Pigozzi?

Ho fondato il mio marchio nel 2009. Iniziavo un percorso nuovo ma che si fondava su orme solide e che provenivano da lontano. Mi riferisco alla straordinaria sapienza e competenza di Alfredo Nicoletti. I suoi racconti e i suoi consigli sono stati per me di fondamentale importanza. Anche nell’approccio al lavoro: ancora oggi chiamo il mio negozio “bottega”.
Ciò che muove ogni mia scelta è riuscire a produrre un telaio che duri nel tempo. Dal 2015 ho iniziato ad impegnarmi ancora più  per costruire biciclette di alta qualità, studiate nei minimi dettagli, realizzate artigianalmente. La mia visione è dare al mio cliente una bici che lo accompagni a lungo. E di cui possa innamorarsi. Ho scelto quindi di rinnovare il negozio, con un nuovo marchio, allestimento interno, con nuovi modelli pensati e realizzati da me.

E come materia prima per i telai, ho scelto ovviamente l’acciaio. Infatti è il materiale che più di altri resiste al tempo. Inoltre le moderne tecnologie permettono di costruire telai in acciaio senza perdere nulla in termini di leggerezza.Ma allo stesso tempo garantendo una robustezza straordinaria.

Come avviene il processo creativo che porta alla realizzazione delle biciclette Pigozzi?

Ho avuto la fortuna di conoscere telaisti che lavorano questo materiale dal 1947.  Producono telai in acciaio per il settore professionistico. Ai componenti dedico tutta la mia attenzione. Valuto con il cliente ogni particolare, ogni bici è completamente personalizzata: assetto, componentistica, colori. Poi affido la realizzazione ad artigiani del settore.
In questo modo ogni bici che esce dalla bottega è un sogno realizzato per chi la porta a casa. E per me un’occasione in più per me di poter imparare e la conferma che è esattamente questo il lavoro che desidero fare. Nonostante tutte le difficoltà.

Come gestisci il tuo lavoro,  hai dei collaboratori?

Lavoro in autonomia. Ho un validissimo collaboratore per l’aspetto social/media/eventi. A tutto il resto penso io.

Tra i modelli che proponi, quali sono quelli che riscontrano maggiore successo?

Senz’altro la Giarin e Giarin +  che sono i due modelli gravel. Molto apprrezzate per i lunghi viaggi sono la PCR per persorsi su strada e la Raspazzolle per il fuoristrada.

GIARIN+ la gravel prodotta da Cicli Pigozzi

LA GIARIN +

Quali sono i principali canali di vendita e di contatto per promuovere Cicli Pigozzi?

Ovviamente i social aiutano molto. Sono sia su Instagram che su Facebook. Ma il canale che preferisco è il buon vecchio passaparola, il più efficace.

Il mercato della tue bici è italiano o anche straniero? Hai mai partecipato a fiere o eventi di settore anche all’estero?

Al momento è prevalentemente italiano, ma negli anni ho sviluppato un buon mercato estero, che è in crescita. Partecipo a fiere del settore sia in Italia come ad esempio il Cosmobike che all’estero come la tedesca Berlinerfahrradschau.

Quale è il segno distintivo di Cicli Pigozzi?

La competenza che cerco di fornire ai miei  clienti. Desidero, come dicevo, dare loro biciclette fatte per durare nel tempo e per viaggiare in comfort, sicurezza e, perché no, eleganza.

Come vivi oggi la tua passione per la bici? Riesci a conciliarla con i mille impegni lavorativi?

Faccio il possibile anche se ammetto che è molto difficile. Cerco di recuperare appena posso. Per esempio qualche settimana fa mi sono divertito da matti partecipando ai mondiali di ciclocross single speed.

Ci racconti brevemente del cicloviaggio dei tuoi sogni, quello che ancora devi realizzare?

Il cicloviaggio che devo ancora fare è il Tour Divide che attraversa l’America da nord a sud lungo la cordigliera. Prima o poi ce la farò, sono sicuro!

Da qualche anno il mondo della bici sembra raccogliere interesse crescente da parte delle nuove generazioni e delle amministrazioni, sia a livello locale che più in alto. Che futuro vedi per la ciclabilità in Italia?

Sinceramente? Nero. Al di la dello sviluppo di qualche nuova pista ciclabile, non c’è un reale piano a lungo termine o un impegno da parte delle amministrazioni per promuovere una mobilità alternativa a quella automobilistica.

Per quanto riguarda il cicloturismo, come pensi si possa avvicinare a questa modalità di viaggio le persone?

Dando alla gente la possibilità di spostarsi creando infrastrutture serie ed adeguate e fornendo loro buone bici per viaggiare!

Cosa ti senti di dire a chi non ha mai pedalato?

Comincia!!!

Quale parola associ immediatamente se pensi alla bicicletta?

Avventura.

Tags: bici in acciaio, biciclette artigianali, bottega nicoletti, cicli pigozzi, cicloturismo, giarin, gravel, randonneur, telai, telai in acciaio, verona Categories: Un Mondo in Bici
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Redazione Bikenbike

Gli articoli del nostro blog sono pensati e scritti da Matilde Atorino, CEO e founder di Bikenbike srl e grande appassionata di cicloturismo.

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