Monte Gelbison lungo la Via Silente

La Via Silente, la perla del Cilento.

10 Ottobre 2017 871 0 0

Simona Ridolfi ci racconta come nasce l’idea di questo percorso cicloturistico immerso nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.

La Via Silente è un anello di 600 km nato circa tre anni fa da un’idea di Simona Ridolfi. Ne abbiamo sentito parlare per la prima volta due anni fa. Ce ne siamo innamorati immediatamente. E nell’estate del 2016 lo abbiamo percorso nella sua interezza. Quindici tappe; mare e montagna; persone e cibo, storia e arte. Peasaggi mozzafiato, orizzonti sconfinati, colori vivi. Partiti da Castelnuovo, piccolo borgo sede dell’Associazione omonima, in dieci giorni la Via Silente ci ha permesso di conoscere il Cilento da una prospettiva differente. Entusiasmante!

il cilento in bici lungo la Via Silente

Pedalando lungo la Via Silente

Questo percorso cicloturistico rappresenta davvero una novità per il sud. Ha raccolto fin da subito interesse e attenzione da parte dei media. Anche a livello nazionale, la Via si è fatta onore raccogliendo premi e riconoscimenti. Tra questi il premio a Napoli da parte della Fiab e la menzione speciale all’interno dell’ Italian Green Road Award al Cosmobike di Verona 2016.

Quest’anno un altro importantissimo traguardo: l’arrivo dei 262 cartelli della segnaletica, approvata dalla Regione Campania, che segnano i 600 km del percorso.

Per noi è stato quindi un vero piacere poter intervistare Simona.

Ciao Simona! Siamo particolarmente felici di ospitarti virtualmente sul nostro blog. Quindi grazie per aver accettato il nostro invito. Innanzitutto raccontaci qualcosa di te.

Simona Ridolfi, naturalista con la passione per i viaggi, in particolare in zone del pianeta ancora ben conservate da un punto di vista naturalistico. Per finanziare i miei viaggi, insegno Scienze della Natura nella scuola superiore. Ogni giorno provo a trasmettere ai ragazzi l’amore e il rispetto per questo pianeta.

Simona Ridolfi la creatrice della Via Silente

Simona Ridolfi, la creatrice della Via Silente

Come nasce la tua passione per la bici?

Ho sempre visto mio padre pedalare.  Quando pedalava aveva un sorriso e uno sguardo di ammirazione per tutto quello che riusciva a vedere e a percepire attraversando lentamente i luoghi. Il mio primo giro in bici l’ho fatto con lui. Avrei voluto continuare se solo non avesse scelto di fare un viaggio ancora troppo lungo per me.

Come e quando nasce il progetto LA VIA SILENTE e l’omonima Associazione di cui sei Presidente?

Il progetto nasce mentre pedalo con il mio amico Guido sui sentieri del Cammino di Santiago. Mi guardo intorno e provo una grande emozione. E allora penso: perchè non provare a regalare questa stessa emozione a chi come me è appassionato di cicloturismo? La mia terra è abbastanza bella per sostenere un progetto di questa portata? Torno a casa e dopo pochi mesi butto giù il progetto Via Silente. Propongo ad alcuni dei miei amici e allo stesso Guido di aiutarmi nella realizzazione di questa infrastruttura cicloturistica. Ci mettiamo a lavoro nel 2014.

Che futuro immagini per la vostra associazione alla luce di questi primi anni in cui avete ricevuto premi e ampia attenzione?

Immagino che lentamente il nostro progetto possa crescere e convogliare un numero sempre più ampio di persone verso il Cilento e la nostra Via. Siamo tuttavia consapevoli che la Via Silente è e rimarrà comunque un percorso per pochi, date le difficoltà legate ai notevoli e continui cambi di pendenza. Questo se da una parte ci preoccupa, dall’altra ci esalta. Sappiamo che avremo sul nostro percorso sempre persone estremamente motivate. Non mancano infatti salite impegnative per raggiungere due importanti vette della Campania: il monte Cervati (1898 slm) e il Gelbison (1705 slm). Assistiamo felici ad un costate aumento di cicloturisti che arrivano dall’Italia ma anche dall’estero per percorrere la Via.

uno dei borghi cilentani lungo la Via Silente

uno dei borghi cilentani lungo la Via

Pensi che il Cilento possa scommettere con convinzione sul turismo in bici? Quali sono le condizioni necessarie affinché la proposta cicloturistica in Cilento sia credibile e sostenibile nel tempo? In poche parole, posto l’enorme lavoro che avete fatto, chi e come potrebbe aiutare il vostro itinerario ad attirare cicloviaggiatori?

Il nostro lavoro porterà a risultati importanti solo se sostenuto dalla collaborazione del territorio nella sua interezza. In primis quella degli operatori turistici che dovranno accogliere e in qualche modo assistere i Viandanti. Poi quella di ogni persona che vive lungo il percorso e che dovrà diventare una sorta di “custode” del paesaggio. Esso è elemento chiave dell’offerta turistica. Bisogna impedire che venga rovinato da incendi, spazzatura e quant’altro. Il progetto Via Silente ha tutte le potenzialità per crescere a patto che siano i Cilentani stessi a crederci. Sembra comunque che si vada nella giusta direzione.

Come e da quanto tempo è nata la voglia di viaggiare in bici?

Ho sempre avuto voglia di pedalare. La bici è stato il primo mezzo a garantirmi libertà. La libertà è al primo posto nella scala dei miei valori.

Quali sono finora i ricordi e le esperienze in bicicletta più belli che conservi?

Sicuramente quel cammino di Santiago in cui nacque l’idea della Via Silente. Ma anche il viaggio con Carla Passarelli nel 2014 durato 28 giorni. Insieme disegnammo quello che sarebbe poi diventato il tracciato della Via.

storia e cultura lungo i paesaggi della Via Silente

le meraviglie del Cilento

Il mondo della bici sembra raccogliere interesse crescente da parte delle nuove generazioni e delle amministrazioni, sia a livello locale che più in alto. Pensi sia vero amore o una moda passeggera? In generale, che futuro vedi per la ciclabilità in Italia?

Come esperienza personale e dai racconti dei molti amici ciclisti e cicloturisti, posso dire che la bicicletta è uno di quelle “abitudini” che una volta prese, non passano facilmente. Insomma, non è come la chitarra che tutti abbiamo comprato quando eravamo giovani e pochi di noi hanno imparato a suonare. La bici crea dipendenza, chi ci prova ci rimane. Credo che questa cosa possa essere vera a più livelli. Vedo un bel futuro per la bicicletta, anche in Italia.

Per quanto riguarda il cicloturismo, come pensi si possa avvicinare a questa modalità di viaggio le persone?

L’amore per la bici è contagioso. Ritengo sia sufficiente parlare con le persone del profondo senso di beatitudine che ti dà muoverti nel paesaggio sopra la tua bicicletta e il contagio avviene.

una vacanza al mare nel Cilento

Il mare turchese del Cilento

Cosa ti senti di dire a chi non ha mai pedalato?

E’ come chiedermi “cosa ti senti di dire a chi non ha mai fatto un bagno al mare durante una splendida giornata di giugno?”.

Ti stai perdendo emozioni fortissime.

Quale parola associ immediatamente se pensi alla bicicletta?

LIBERTA’

Grazie Simona e buona Via!

Matilde Atorino

 

 

 

 


 

Tags: cicloturismo, cilento, via silente, viaggi in bici Categories: Un Mondo in Bici
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Redazione Bikenbike

Gli articoli del nostro blog sono pensati e scritti da Matilde Atorino, CEO e founder di Bikenbike srl e grande appassionata di cicloturismo.

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