il logo di myfootbike

Il monopattino con Myfootbike!

2 Ottobre 2017 743 0 0

Oggi vogliamo parlare del monopattino, un mezzo a due ruote, ecologico e veloce.  Per farlo abbiamo incontrato Maria Tura di Myfootbike.

Ciao Maria, innanzitutto raccontaci chi sei e come nasce la tua passione per la bici.

Sono una ciclista di vecchia data, ho praticato il cicloturismo quando ancora si prenotavano gli ostelli dalle cabine telefoniche e le cartine si inzuppavano d’acqua nella tasca frontale della borsa sul manubrio: da ciò si evince che ho superato la soglia dei 50 da un po’, ma la cosa è di scarsa importanza. Quel che è importante è che la passione per le due ruote mi è rimasta, anche se ora la mia “spider” si chiama Footbike, o monopattino sportivo.

Quando e come nasce il progetto “Myfootbike”?

Myfootbike nasce per caso, quando circa 3 anni fa ero alla ricerca di qualcosa che permettesse alla mia altissima figlia piccola di muoversi in autonomia: la mia indole di “mamma pigra” mi fa sempre escogitare delle soluzioni comode! Lei non ama la bici e il monopattino piccolo era sproporzionato per lei. Grazie a Google ho trovato i monopattini a ruote grandi.

il logo di Myfootbike

il logo di Myfootbike

E’ stato amore a prima vista. Dopo un acquisto compulsivo online, ho iniziato a sognare ad occhi aperti. E’ stato facile iniziare ad immaginare questi bellissimi mezzi sfrecciare sul nostro lungomare, nelle stradine tortuose del centro città e sulle ciclabili di tutt’Italia. Un viaggio in Repubblica Ceca, per conoscere i fornitori e voilà, Myfootbike ha visto la luce.

Come è composto il tuo team di lavoro?

Il mio team di lavoro è molto ristretto e ha subito qualche rivoluzione nel corso del tempo. Ho “perso” la mia socia storica, che non ha creduto fino in fondo nel progetto. E’ subentrata un’altra persona che si occupa principalmente della parte amministrativa. Io seguo la parte commerciale, i rapporti con i fornitori e tutti gli eventi.

C’è Paolo, mio marito, che fa un po’ da Grillo Parlante. Mi fa scendere con i piedi per terra, quando parto per imprese più grandi di me. Le mie figlie mi danno una mano nelle manifestazioni sportive e nelle fiere. Ci avvaliamo anche dell’opera volontaria di molti clienti che con il tempo sono diventati amici. Siamo una start-up a tutti gli effetti, con i suoi “pro” e con i suoi “contro”.

Maria Tura di Myfootbike sul suo monopattino

Maria Tura sul suo monopattino

Come scegli i monopattini da mettere in commercio? Chi sono i tuoi produttori di riferimento?

I produttori di monopattini a ruote grandi sono quasi tutti d’origine ceca.

La Repubblica Ceca, infatti, è stata, negli anni passati, una grande produttrice di telai per biciclette. Quando sono arrivate le produzioni orientali, i prezzi non erano più competitivi. Molti telaisti si sono dedicati alla produzione di monopattini.  E’ un mercato di nicchia che ha però un vasto pubblico. Si va dai 4 ai 90 anni ed è usato da sportivi e non.

Scelgo i monopattini in base alla qualità del prodotto e alla reputazione che ha il fornitore. Chi prova il monopattino resta sorpreso dalla sua fluidità e dalla sua maneggevolezza. Poi valuta la qualità delle componenti e la solidità. E’ molto difficile far capire alle persone che il monopattino sportivo non è un giocattolo.La produzione è limitata a circa 50.000-70.000 pz/anno, in tutto il mondo. Preferisco quindi avere a che fare con aziende “industriali”, che danno continuità al prodotto e all’assistenza.

I miei merchi di riferimento sono KOSTKA, CRUSSIS e YEDOO. Per il fuoristrada distribuisco GRAVITY SCOOTERS, un brand catalano.

Quali sono i modelli che proponete e quali quelli che riscontrano maggiore successo?

I monopattini stradali hanno configurazioni diverse, dal 16/16 (diametro delle ruote anteriore e posteriore) al 29/26. Con ruote grandi si percorrono distanze più lunghe, ma i monopattini a ruote più piccole sono più maneggevoli ed agili.

Le configurazioni più vendute sono 16/16, 20/16 e 20/20 per la città. E 26/20 e 28/20 per le distanze medio-lunghe.

Qual è secondo te la caratteristica del monopattino che piace alle persone? I tuoi acquirenti sono per la maggior parte ciclisti oppure persone che non pedalano ma che cercano un mezzo ecologico per i loro spostamenti?

La caratteristica che viene più apprezzata è la scorrevolezza e la leggerezza del mezzo. Inizialmente tutti si aspettano di dover spingere come dannati. I monopattini giocattolo non hanno alcuna rollabilità e ogni spinta serve a fare un giro di ruota o poco più. I nostri monopattini invece scorrono benissimo. Le ruote gonfiabili superano agevolmente le asperità del terreno. I doppi freni (uno anteriore e uno posteriore) permettono di fermarsi velocemente. Lo sterzo del manubrio risponde in modo perfetto ai cambi di direzione. Il tutto rimanendo a pochi centimetri da terra, in posizione eretta, senza affaticare la schiena.

Come vivi oggi la tua passione per la bici? Riesci a conciliarla con i mille impegni lavorativi?

Diciamo che la mia passione per le due ruote sta diventando sempre più un lavoro. Quindi le due cose vanno di pari passo. Adoro accompagnare le persone alla scoperta del monopattino. Alla fine delle giornate di promozione scopro di aver fatto decine di chilometri. Strava me lo conferma! Adesso la sfida è convincere le persone a fare distanze superiori ai 20km in monopattino. Questa sembra un po’ la barriera psicologica da superare.

A proposito di km, ci racconti brevemente del tuo cicloviaggio preferito o di quello che ancora devi realizzare?

Ho fatto tanti viaggi in bici. Quello più memorabile è stato nel New England in America, partendo da casa in bici. Da Como, io e Paolo, siamo arrivati a Chiasso in bici. Un treno ci ha portato in Norvegia e poi in aereo abbiamo raggiunto Boston. Da lì abbiamo viaggiato per il Maine, Vermont e New Hampshire. Sfidando anche gli uragani, ci siamo trovati a pedalare nella notte e abbiamo amato l’immensità del viaggio.

Era un modo diverso di viaggiare. Non eravamo sempre connessi e non sapevamo quasi mai dove saremmo arrivati. La pianificazione era molto spannometrica ma la soddisfazione comunque enorme.

Il prossimo viaggio vorrei farlo in monopattino. Non sarò la prima. Prima di me ci sono già stati altri viaggiatori lenti. Vorrei compiere un’impresa molto modesta. Magari una coast-to-coast italiana solo per il gusto di dire “l’ho fatto”.

Il monopattino sembra essere davvero comodo per gli spostamenti in città. Ma tornando al binomio monopattino/cicloturismo, puoi raccontarci di qualche esperienza che ti ha particolamente colpito?

Il mio mito si chiama La Trottineuse, una ragazza francese che dal 2015 ha percorso in monopattino più di 32.000km consumando 7 paia di scarpe. Lei è la dimostrazione che si può fare cicloturismo con questo mezzo. Sicuramente con un passo lento e con maggior fatica. Ma senz’altro con la stessa grande passione che anima i cicloturisti tradizionali.

Ora si sta muovendo sulla Via della Seta, in Asia Minore. Chi volesse seguirla e sostenerla, può farlo da qui.

Escursione di gruppo in monopattino

Escursione di gruppo in monopattino

Il mondo della bici sembra raccogliere interesse crescente da parte delle nuove generazioni e delle amministrazioni, sia a livello locale che più in alto…pensi sia vero amore o una moda passeggera? In generale, che futuro vedi per la ciclabilità in Italia?

Le nuove generazioni sono senz’altro molto sensibili e sensibilizzate sull’argomento. Non fosse altro per il fatto che la bici dà mobilità ed autonomia. Costa poco e rende molto.

Non sarei così ottimista per quanto riguarda le amministrazioni. Mi sembra che molto del movimento sia solo di facciata, ma che sotto sotto non si voglia modificare lo status quo. Ne è riprova il fatto che la legge sulla mobilità giace immota in Parlamento da anni. Gli incidenti che coinvolgono le bici non diminuiscono e comunque si avverte sempre un antagonismo malsano tra chi guida un’auto o un camion e chi va per strada con la bici o con altri mezzi non a motore. In fondo la strada è di tutti, almeno in teoria. Con un po’ di rispetto reciproco e con un po’ di attenzione non sarebbe così difficile convivere.

Per noi la questione è ancora più spinosa. Il monopattino sportivo è stato inventato nel 1994, mentre il nostro CdS risale al 1992. Il codice non ha ancora recepito i nuovi mezzi di trasporto. Le definizioni in esso contenute sono molto restrittive e si limitano a normare ciò che era noto 25 anni fa. Questo ritardo oggettivo lascia nel limbo molti dei mezzi innovativi.

Per quanto riguarda il cicloturismo…come pensi si possa avvicinare a questa modalità di viaggio le persone? Per cicloturismo noi di Bikenbike intendiamo anche solo una escursione nella propria città e dintorni…

Il turismo di prossimità è una risorsa immensa, soprattutto in Italia. Abbiamo luoghi sorprendenti appena fuori dalle nostre case e nemmeno lo sappiamo. Luoghi che possono essere raggiunti in bici, meglio che in auto. Magari con l’intermodalità (treno+bici, battello+bici) a prezzi ridotti e alla portata di tutti. Il vostro progetto credo miri proprio a questo. Ognuno di noi può mettere la propria esperienza a disposizione degli altri. Creare dei percorsi d’interesse a portata di mano, anzi di ruota, dando indicazioni utili sul percorso, sulle strutture ricettive e sui servizi (bar, ciclofficine, ostelli). Il tutto con lo scopo di scoprire l’Italia a passo lento.

Cosa ti senti di dire a chi non ha mai pedalato?

Se non avete pedalato fino ad oggi, provate con il monopattino sportivo, vi soprenderà!

Quale parola associ immediatamente se pensi alla bicicletta?

Aria aperta. Mia madre ha sempre detto che io sono antisismica. Il tetto sulla testa mi sta stretto, meglio il cielo!

Grazie Maria! Noi di Bikenbike tifiamo per il monopattino e per il tuo bellissimo progetto!

Matilde Atorino

Tags: cicloturismo, footbike, monopattino, slow travel, viaggi Categories: Un Mondo in Bici
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Redazione Bikenbike

Gli articoli del nostro blog sono pensati e scritti da Matilde Atorino, CEO e founder di Bikenbike srl e grande appassionata di cicloturismo.

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