omar di felice

Omar Di Felice, un campione di Ultracycling.

7 Settembre 2017 2501 0 0

Cari amici di Bikenbike oggi abbiamo il piacere di raccontare la passione per la bici di Omar Di Felice, romano, classe 1981, un vero eroe moderno, metà uomo e metà bici…le sue imprese in sella raccontano infatti di un rapporto davvero speciale con la bicicletta. 

Omar è uno dei protagonisti italiani dell’ ultracycling. Ad agosto di quest’anno si è aggiudicato il titolo di Campione Italiano in questa disciplina ed è probabile che molti di voi già lo conoscano. I suoi canali social sono infatti molto seguiti. Il suo account Instagram conta 8.400 follower e la sua pagina Facebook è a quota 35000 like.

Tra qualche giorno partirà per una nuova avventura: Italy Unlimited 3.600 km non stop in bici, nove giorni ed otto notti attraverso tutte le regioni d’Italia che seguiremo con grande interesse.

Ciao Omar e grazie davvero per questa intervista. Sappiamo di rubare tempo ai tuoi intensissimi e costanti allenamenti. Innanzitutto raccontaci di te. Da dove vieni, che percorso di studi hai seguito, quale è il tuo attuale lavoro.

Ho un diploma di laurea triennale in Habitat Design e da sempre mi appassionano la grafica e la fotografia. Questo è il mio background che mi ha permesso di aprire una piccola attività di consulenze per il web e la grafica. Ma, sempre di più, ho spostato la mia attività verso il mondo del ciclismo. Mi sono specializzato nel Bike fitting, aprendo uno studio presso il Balduina Bikeshop di Roma. Mi occupo anche di preparazione e tour guidati.

Omar di Felice sulla sua bici da strada

Omar sulla sua bici da corsa

Come e quando nasce la tua passione per la bici?
La mia passione ha radici lontane. Il primo ricordo del ciclismo su strada è la tappa Merano-Aprica del 1994, quando Marco Pantani vinse con la sua prima grande impresa. Da lì è stato un vero e proprio colpo di fulmine. Avevo solo 13 anni, da allora la bici è diventata una componente imprescindibile nella mia vita.

Cosa significa per te essere riuscito a trasformare l’amore per le due ruote in una occasione di lavoro?  Da quanto tempo lo fai e quali sono state le tappe per arrivare a raggiungere questo sogno?

E’ stato un percorso lungo, sofferto ma soprattutto desiderato e voluto con tutta la determinazione di cui posso essere dotato. Ho sempre dato la precedenza agli studi. Questo ha fatto si che, pur essendo da sempre presente nelle mie giornate, la bici sia diventata centrale nella mia vita solo dopo il conseguimento della laurea. Per un anno ho anche corso tra i professionisti, senza grandissimi risultati. Erano gli anni bui del doping e dei sistemi di ingaggio di corridori tra i professionisti, così nel 2007 ho lasciato quel mondo dedicandomi alla mia attività di grafico. Ho iniziato lavorando come responsabile grafico presso una società editoriale, fino ad aprire la piccola società che gestisco e che mi ha consentito di ritagliarmi il tempo per allenarmi. Ho fatto grandissimi sacrifici per poter riuscire a far convivere tutte le componenti della mia vita. Inizialmente non avevo né sponsor né supporto, pertanto dovevo provvedere al sostentamento tramite il lavoro e trovare il tempo per le gare e gli allenamenti ad orari impensabili.

Da due anni a questa parte, finalmente, sono riuscito a far diventare il ciclismo la mia fonte di vita nonché occupazione principale. Ma posso garantirvi che è un lavoro non meno intenso di quello che praticavo prima. Passo le giornate organizzando le mie attività, quelle dei miei partner/sponsor, curando le mia immagine e trovando anche il tempo per allenarmi.

Diciamo che il gioco è diventato un lavoro molto serio!

Le imprese che affronti, le lunghe ore in bicicletta, i tantissimi km necessitano sicuramente di un’ottima preparazione fisica. Ma anche di un grande equilibrio mentale e psicologico. Puoi dirci quali sono le strategie di resistenza mentale che adotti?

Omar Di Felice pedala ovunque, anche sulla neve

Omar pedala ovunque, anche sulla neve

La componente fisica è importante, ma ciò che conta davvero e che è in grado di fare la differenza è la mente. E’ grazie alla forza mentale che sono riuscito a vincere le mie crisi più grandi, quelle apparentemente impossibili da superare.

Quando mi trovo in un momento di grande difficoltà, che è inevitabile quando trascorri in sella giorni interi senza mai dormire, penso a tutti i sacrifici fatti per essere lì. E Allora mi torna il sorriso, quel sorriso che accompagna sempre le mie lunghe pedalate. Perché in fondo il ciclismo per me è questo: gioia e divertimento.

Oltre alle sfide sportive, usi la bici anche per viaggi di piacere?

Come ogni atleta, quando arriva il momento delle vacanze, cerco di prendermi qualche giorno di stacco completo. Ultimamente, però, ho sperimentato una forma di viaggio/allenamento molto proficua. Prendo la mia bici, monto l’essenziale all’interno di una borsa e parto. Il più delle volte senza mete né programmi. Mi fermo dove ho voglia in base anche all’umore giornaliero.

Quali sono finora i ricordi e le esperienze in bicicletta più belli che conservi?

Potrei scrivere (anzi lo sto già facendo in realtà!) un libro sulle esperienze vissute in sella alla mia bici. Per oltre 20 anni è stato il posto da cui ho osservato il mondo. Ho ricordi meravigliosi. Uno dei più belli rimarrà per sempre la prima volta sulle Dolomiti, a 13 anni, scalando con la mia piccola bici tutte le salite del Sellaronda. Un’emozione che ad oggi ancora mi fa venire la pelle d’oca. Da lì in poi ho sempre cercato di lasciarmi guidare dal cuore. E’ stato grazie a questo mio modo di vivere il ciclismo che sono riuscito ad arrivare sin qui. Pedalare di notte, farlo attraversando il gelo dell’artico o con l’aurora boreale sopra la testa, è qualcosa di unico. Indescrivibile.

Che tipologia di bici possiedi?  Fai solo strada o anche altre discipline per es. mountain bike?

Da sempre utilizzo solo bici da strada. Ed è proprio da questa mia indole che sono nate le sfide più strane, come quella di pedalare su neve e ghiaccio con una bici da corsa. Alterno varie bici in base anche al tipo di utilizzo che ne dovrò fare e al percorso che dovrò affrontare. La bici varia se si tratta di una gara o di un allenamento.

        Omar Di Felice pedala ovunque, anche sulla neve

Il mondo della bici sembra raccogliere interesse crescente da parte delle nuove generazioni e delle amministrazioni, sia a livello locale che più in alto…pensi sia vero amore o una moda passeggera? In generale, che futuro vedi per la ciclabilità in Italia?

Credo che qualunque escamotage si possa adottare per far guadagnare un posto ad una bicicletta a discapito di uno in automobile sia lecito. In Italia abbiamo un problema enorme legato alla ciclabilità. Un problema da un lato culturale. I ciclisti sono ancora percepiti come disturbatori/rallentatori del traffico e non come semplici fruitori della strada con uguali diritti e doveri. Dall’altro strutturale e logistico, con strade inadeguate e piste ciclabili scarse e mal tenute, salvo rari casi.

Come pensi si possa avvicinare le persone all’uso della bici? 

Vivendo in una città grande e caotica come Roma spesso mi domando come sia possibile che la maggioranza dei cittadini la domenica, anziché abbandonare l’auto nel garage, la utilizzi anche per piccoli spostamenti. Bisognerebbe incentivare l’utilizzo della bici. Penso all’utilizzo di una e-bike che potrebbe essere più indicato per vincere la pigrizia di chi è scarsamente allenato.

Cosa ti senti di dire a chi non ha mai pedalato?

Pedalare regala libertà e da la possibilità di vedere il mondo ad una velocità diversa. Una velocità che consente di cogliere sfumature nuove, lati ed aspetti che in auto è impossibile vedere.

omar di Felice

 

 

Quale parola associ immediatamente se pensi alla bicicletta?

Amore. La mia è una lunghissima storia d’amore nata quel giorno di 23 anni fa. Quando ancora bambino fui colpito da un fulmine guardando le imprese di Marco Pantani sulle grandi cime della leggenda!

GRAZIE Omar e in bocca al lupo per le tue prossime sfide!

Matilde Atorino

 

Tags: atleta, bdc, bike, bikeadventure, biketour, ciclismo, mavic, sfide, ultracycling, wilier Categories: Bike Lovers
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Redazione Bikenbike

Gli articoli del nostro blog sono pensati e scritti da Matilde Atorino, CEO e founder di Bikenbike srl e grande appassionata di cicloturismo.

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