Zehus+ L’energia di una Start up di successo

30 Giugno 2017 1593 0 0

Il mondo della bici è in continua evoluzione e tra le aziende più promettenti del settore c’è senza dubbio la milanese Zehus+ che produce un innovativo sistema di pedalata assistita.

Abbiamo incontrato Giovanni Alli, Co-founder e After Sales Manager, per saperne di più.

il logo di Zehus+

il logo di Zehus+

    Ciao Giovanni e grazie per la tua disponibilità. Innanzitutto raccontaci chi sei.

Come diceva sempre mio nonno, “nacqui che ero molto piccolo…”; già da piccolo, però, avevo la passione di quelle cose con le ruote, fatte per muoversi. Mi piaceva molto anche il rumore dei motori, e crescevo. Poi un amico di mio nonno (che nel frattempo era mancato per via di un male incurabile) mi mostrò come quelle strane leve di ferro, chiamate pedali, potessero dare soddisfazione. Avevo 14 anni e una Cannondale CAAD 2.8 che ancor oggi uso in qualche uscita. Da allora la bicicletta diventò una mia passione. E scendere di sella diventò impossibile.

Giovanni Alli cofounder di Zehus+

GIOVANNI ALLI

Dalla passione di un bimbo ad una start up innovativa…come e quando nasce ZEHUS+?

All’università, il Politecnico di Milano, ebbi la fortuna di incontrare il professor Sergio Savaresi, luminare dei controlli di veicoli. Dopo una tesi più che soddisfacente, Sergio (ormai così si faceva chiamare) mi diede in mano la responsabilità dei progetti del gruppo di ricerca legati al mondo “bici”. In particolare, nel 2009 cominciavamo a fare ricerca sulle biciclette “elettriche”. Nel 2010 ci venne un’idea: creare una vera bici ibrida, che non avesse bisogno di ricaricarsi. Il progetto andò sotto il nome di BIKE+ ovvero qualcosa che fosse “più di una bici”. Formammo un consorzio di primo livello, con Bianchi e Mapei Sport, sponsorizzati dal gruppo FNM (Ferrovie Nord Milano) e nel 2011 mostravamo il nostro primo prototipo di bici “ibrida”, che permetteva un risparmio del 40% di ossigeno senza che la batteria venisse scaricata. Dopo un periodo di latitanza, dovuto ad altri interessantissimi progetti, decidemmo, in Aprile 2013, di fondare una Startup con tutto il gruppo di persone che era stato coinvolto in questa bella avventura.

Obiettivo della startup: racchiudere l’innovazione scientifica di BIKE+ in un “motore” che integrasse al suo interno anche batterie e schede elettroniche. Nome in codice del progetto: Zero Emission HUman Synergy.

la batteria di Zehus+

la batteria di Zehus+

Ci descrivi nel dettaglio il vostro “prodotto” e lo stato attuale della vostra azienda?

Il primo prodotto di Zehus, come accennato, è un sistema di potenza per biciclette a pedalata assistita. Il prodotto si chiama BIKE+ all in one ed è sul mercato B2B da Giugno 2014. Le tre principali caratteristiche (e innovative) del prodotto sono:

BIKE+ all in one è il primo sistema integrato (appunto, all in one) sul mercato. I primi brevetti su questo tipo di sistemi risalgono al 1974 e già altri avevano tentato di racchiudere in un mozzo tutta la tecnologia di potenza per le biciclette a pedalata assistita. Il nostro prodotto integra motore, batteria, elettronica e sensori in un mozzo dal peso inferiore ai 3.5 kg.

BIKE + all in one è il primo sistema connesso, tramite il cellulare, al cloud di Zehus. Tramite l’app bitride è possibile avere informazioni sulla velocità, distanza, pendenza della strada; è possibile cambiare le modalità di funzionamento della ruota (da “turbo” alla modalità ibrida “BIKE+”). Inoltre, la bici ha un sistema di diagnostica integrata che ci aiuta a programmare gli interventi di customer service. Infine, a breve, l’app sarà la piattaforma per accedere a un innovativo free floating bike sharing elettrico; sarà anche possibile condividere la propria bicicletta con i membri della community in modo totalmente digitale.

BIKE+ all in one è la prima vera bicicletta ibrida. Grazie al sistema sviluppato al Politecnico, abbiamo creato una modalità di funzionamento (selezionabile con lo smartphone) che non necessita della ricarica da rete elettrica. Non è magia, è utilizzare meglio l’energia a disposizione nel nostro corpo. Per fare un esempio, quando partiamo al semaforo, quando acceleriamo per superare qualcuno, quando affrontiamo una salita il nostro corpo spinge, transitoriamente, più delle proprie capacità, andando quindi in “debito d’ossigeno”. Questa condizione ci fa stancare molto rapidamente ed è qui che il motore di BIKE+ ci aiuta, scaricando un pochino la batteria. Al contrario, quando sto pedalando ad alta cadenza e bassa potenza, il mio corpo ha una efficienza metabolica molto alta. Pertanto la bici aggiunge una piccola resistenza (5-6 W) per ricaricare la batteria. La sensazione della resistenza non disturba la nostra pedalata in quanto è come avere una dinamo al mozzo installata sulla propria bici. Naturalmente, quando la bici legge una pendenza positiva aiuta il ciclista e quando legge una pendenza negativa ricarica la batteria.bici con batteria Zehus+

Qual è il vostro target di clienti e quale il mercato più attivo?

Zehus ha in gamma diversi prodotti. BIKE+ all in one (descritto sopra), BIKE all in one, la versione puramente plug in del mozzo all in one e SCOOTER all in one, un prodotto per veicoli a “pedata” assistita (kick bike). Zehus vende sia B2B ai produttori di biciclette che B2C, al consumatore finale, tramite il brand FLYKLY, acquisito a fine 2015. Flykly vende sia il kit ruota, costruito intorno al prodotto BIKE (Smart Wheel), sia biciclette complete (Smart Bikes) che una kick-assisted e-bike (un “monopattinone”) che si chiama Smart Ped. Lo so, non abbiamo tanta fantasia coi nomi…

Per lo Smart Ped, prodotto di punta in termini di vendite per Flykly, il mercato più attivo è certamente quello nordeuropeo, con la Germania che copre più del 65% delle vendite dello Smart Ped.

Per tutti i prodotti motorizzati Zehus, il target è certamente il cliente che utilizza la bici per muoversi e per fare commuting urbano. Con i sistemi Zehus si riesce a ottenere una bicicletta a pedalata assistita che sembra (e pesa) praticamente una bici tradizionale. Questo porta ad aprire anche una nicchia di appassionati di design e tecnologia che decidono di comprare delle biciclette artigianali ma tecnologiche. Attualmente Zehus è leader in questo campo, in quanto con facilità trasforma un prodotto eccellente e artigianale in un prodotto eccellente, artigianale, ma anche digitale, tecnologico e connesso.

Come vivi oggi la tua passione per la bici (divertimento, spostamenti casa-lavoro, allenamento, viaggi)? Riesci a conciliarla con i mille impegni lavorativi?

La mia passione continua, da qualche mese ho comprato una nuova bicicletta bellissima, Manaia di T°Red, che mi accompagna in nuovi viaggi, sempre però come uscite giornaliere, per lo più nel weekend. Ci sono tantissime belle strade anche in Lombardia. Essendo originario della provincia nord Milano, giro spesso nelle Prealpi varesine. Appena riesco, però, fuggo in Liguria dove ho una casa al mare che sfrutto quasi esclusivamente per andare in bicicletta nell’entroterra. A Milano mi muovo sempre in bicicletta, con sole, pioggia, neve, vento. Ho una bicicletta degli anni ’70 che ho restaurato da cima a fondo, per permetterle di affrontare le strade di Milano.

Hai mai viaggiato in bicicletta o ti piacerebbe farlo?

Sto costruendo una bici da viaggio appositamente per fare il mio primo grande giro in Estate ’18 (il giro delle abbazie del Belgio, partendo da Milano). La birra d’abbazia sarà un ottimo integratore! Naturalmente pubblicherò la mia avventura su Bikenbike! 😊

Sei giovane, ma sicuramente avrai già tanti ricordi in bicicletta…quali sono quelli più belli che conservi?

Di sicuro il sudore delle salite, i panorami mozzafiato e il sentirsi libero ogni volta che si mette forza sui pedali. Oltre a tutti i detti in dialetto legnanese lasciati dai miei mentori, mi ha colpito molto il giro dei 4 passi sulle Dolomiti, ma anche il lunghissimo passo del Bernina…e i passi appenninici sconosciuti, ma “in piedi” nascondono una ricchezza non solo naturale ma anche enogastronomica notevole. Ogni momento in bici ha la sua bellezza. Con amici o da solo, in sella mi sento libero. La fatica aiuta a liberare la mente e a godere della bellezza di quei luoghi magici che conquistiamo in sella alla nostra bici.

Anche se è un po’ come chiedere all’acquaiolo se l’acqua è fresca…cosa pensi della bicicletta elettrica? Immagini una diffusione costante nei prossimi anni?

La bicicletta elettrica ha statisticamente un grande merito: quello di portare in sella più persone. Ci sono 2 modi di usare una bicicletta a pedalata assistita: uno è il “commuting”, ovvero utilizzare la bici per muoversi casa-lavoro e sostituire una delle auto famigliari con qualcosa di molto più pulita ed efficiente. Il secondo è il “leisure”, ovvero utilizzare le e-bike per gite e viaggi. Il grosso vantaggio in questa applicazione non è il “fare meno fatica” ma il riuscire a fare più strada / dislivello e raggiungere posti altrimenti impossibili; inoltre si riesce a livellare la prestazione con dei compagni di viaggio più / meno allenati. Il mercato italiano è molto più sensibile (anche per questioni di capacità di spesa) a questo secondo settore. Infatti le vendite di MTB elettriche sono in crescita costante.bici montata con batteria zehus+

Per i prossimi anni la diffusione sarà costante: in nord Europa si stanno costruendo vere e proprie autostrade per le biciclette, dove sarà possibile girare con gli S-Pedelec, biciclette targate che garantiscono agilmente velocità di crociera fino a 45 km/h. In Italia, non essendo presenti ne le infrastrutture extracittadine ne la categoria S-Pedelec, il mercato si svilupperà molto su e-MTB e biciclette da corsa assistite. Le city bike saranno comunque in crescita, ma per lo più nei grandi centri urbani.

Il mondo della bici sembra raccogliere interesse crescente da parte delle nuove generazioni e delle amministrazioni, sia a livello locale che più in alto…pensi sia vero amore o una moda passeggera? In generale, che futuro vedi per la ciclabilità in Italia?

L’interesse crescente del grande pubblico, delle nuove generazioni e delle amministrazioni va incontro a un bisogno endemico delle nostre città: eliminare o quantomeno ridurre il traffico cittadino. Sono fiducioso che in futuro il movimento si svilupperà sia per il commuting nelle grandi città (in quanto si risparmiano tempo, denaro e salute) sia per i viaggi. Inoltre c’è un interesse sempre crescente nei confronti del bike sharing. L’arrivo del free-floating bike sharing (un bike sharing che funziona come car2go o enjoy) aiuterà la diffusione di questo servizio, che è anche economicamente sostenibile.

Necessario per tutto questo sarà un supporto delle amministrazioni e uno sviluppo delle infrastrutture. Siamo ancora indietro rispetto a Germania, Olanda, Danimarca. L’Italia è il paese più bello del mondo e dobbiamo lottare per valorizzare questa bellezza anche su due ruote.

Per quanto riguarda il cicloturismo…come pensi si possa avvicinare a questa modalità di viaggio le persone? Per cicloturismo noi di Bikenbike intendiamo anche solo una escursione nella propria città e dintorni…

Quello che fate voi è encomiabile, in quanto il modo più facile per convincere una persona ad usare la bici è educarlo ad essa. Oltre a escursioni organizzate, sarebbe necessario un po’ di “marketing” istituzionale delle infrastrutture. Il cicloturismo può essere fonte di guadagno importante per il territorio. La creazione di ciclovie, ad esempio in Lombardia, non è stata e non viene pubblicizzata abbastanza. Vi sono più di 4000 km di ciclovie e nessuna vera iniziativa istituzionale per valorizzarle.

La comunicazione deve essere coerente e costante di modo da far incuriosire la gente. Le iniziative devono essere sicuramente sia naturalistiche che culturali; una pratica interessantissima è il train-to-bike, ovvero itinerari raggiungibili dalle grandi città agilmente prendendo un treno. Infine si potrebbe integrare i progetti delle ciclovie con iniziative quali la rivalutazione delle case cantoniere di modo da spiegare alla gente che si può anche stare “fuori a dormire” viaggiando in bici.

Cosa ti senti di dire a chi non ha mai pedalato?

Gli uccelli sono molto più efficienti dell’uomo a muoversi. Ma se l’uomo si mette in bicicletta, ecco che la gerarchia si inverte. Pedalare aiuta a mantenersi in forma e ti fa apprezzare luoghi che altrimenti non noteresti. Pedalare rende liberi.

Quale parola associ immediatamente se pensi alla bicicletta?

Bellezza!

Matilde Atorino

Tags: batteria, bici ibrida, biketour, cicloturismo, e-bike, milano, stratup, zehus+ Categories: Un Mondo in Bici
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Redazione Bikenbike

Gli articoli del nostro blog sono pensati e scritti da Matilde Atorino, CEO e founder di Bikenbike srl e grande appassionata di cicloturismo.

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